Visualizzazione post con etichetta recensione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recensione. Mostra tutti i post

lunedì 17 luglio 2023

The Road - Dove neanche Viggo Mortensen riesce a metterci una pezza

Ed eccoci di nuovo su questi schermi bloggosi.
Oggi vorrei inaugurare un format che spero di riuscire a mantenere con cadenza costante, ovvero vorrei parlarvi di film/serie TV tratte da libri/fumetti. Ci riuscirò? Io spero sempre di sì, ma staremo a vedere.
Inizio con un libro che personalmente non ho molto apprezzato (trovate la recensione sulla mia pagina Instagram QUI) e cioè La Strada (The Road) di Cormac McCarthy.


Cos'è che non mi ha convinto di questo libro? Innanzitutto l'ambientazione. Ci troviamo in un mondo post-apocalittico, ma non ci è MAI dato sapere cosa è successo, lo troviamo come dato di fatto, nonostante siano presenti dei flashback del padre, uno dei due personaggi principali (l'altro è il figlio). Semplicemente loro due continuano ad andare avanti senza una spiegazione, un perché. Avanzano senza senso, lasciatemelo dire. 
Una delle cose che più mi ha infastidita è la testardaggine di questo uomo che, per quanto paranoico possa essere, non cerca mai davvero di mettere al sicuro il figlio e fa scelte alquanto discutibili, facendosi poi manovrare dallo stesso bambino che chiamare incosciente, beh, è fargli un complimento.
Mi direte voi: ma è un bambino, cosa può saperne? Certo, è un bambino, ma è nato e cresciuto in un mondo che sta morendo, dovrebbe avere sviluppato quel minimo di esperienza e di spirito di autoconservazione da permettergli di sopravvivere, anche perché l'unica persona con cui ha interagito è appunto suddetto padre paranoico e con l'ansia del "cerchiamo cibo o moriremo".

Quindi, visto le premesse di questo libro, pieno di belle frasi e concetti anche interessanti, ma tessuto in un mondo che non sta in piedi da solo, letteralmente e non, mi sono detta "Perché non provare col film (lo trovate su Prime Video)? Dopotutto Viggo riesce a migliorare un sacco di cose, perché non questa storia traballante?"


L'ha migliorata? Magari.
Il film ha un'ottima fotografia, hanno reso molto bene le descrizioni di McCarthy: il cielo grigio, il mondo che sta cadendo a pezzi, la bruttezza di un'esistenza che si sta sbriciolando come polvere ma, escludendo appunto l'ottima fotografia, il film è anche peggio.
Se non avessi letto il libro molte cose le avrei scorse con poco interesse, ci sono determinati pezzi che, per quanto crudi (la processione dei "cattivi", il cannibalismo) servono al lettore per empatizzare quel minimo con i due disgraziati che si trascinano per il mondo. Il libro è molto introspettivo e, per quanto uno possa apprezzarlo o meno, nonostante non sia un vero pov, ma più un onnisciente focalizzato, di riesce bene a entrare nel quadro generale della situazione.
Il film è piatto. Certo, i dialoghi sono fedeli, Viggo Mortensen è comunque Viggo Mortensen, ma la regia, la sceneggiatura, insomma, tutto, anche la musica, non riescono nell'intento di farti immedesimare. Non ci sono scene che mettono ansia, neanche quando uno dovrebbe pensare al peggio.
Niente di niente.
Non mi era mai capitato che un film mi lasciasse così indifferente. Finché qualcosa non ti piace, almeno in minima parte implica un certo coinvolgimento, per The Road non è scattata, ahimè, nessuna scintilla, positiva o negativa.
Speravo almeno che cercassero di dare un senso al background inesistente di McCarthy. Neanche ci hanno provato. Due ore trascorse a guardare scene belle senza una trama che regga.

E comunque qualcuno deve proprio spiegarmi perché i cattivi sono sempre quelli che riescono a organizzarsi in società che "funzionano". Perché i cattivi si procacciano il cibo, per quando con modi discutibili, e "i buoni" invece non fanno altro che trascinarsi lungo la strada cercando solo di sopravvivere e non di vivere?
Qualcuno ha una risposta convincente? Ne ho bisogno. XD

Bene, eccoci qua, quindi, avete letto il libro o avete visto questo film? Che ne pensate?
Questa piccola rubrica senza pretese può interessarvi? Avete qualche titolo da proporre?

Rika.


domenica 2 luglio 2017

Recensione: "Bruto" di Kim Fielding

Ormai è passato quasi un anno da quando ho scritto l'ultima volta, quindi sperando di ritornare un po' più attiva (me lo riprometto sempre ma non ci riesco mai XD), vi lascio una nuova mini recensione di una delle mie ultime letture.
Questo libro mi ha sempre molto ispirato e alla fine sono riuscita a leggerlo e devo dire che l'ho adorato dall'inizio alla fine. Parlo di "Bruto" di Kim Fielding, uno storico dalle tinte fantasy.


 Bruto conduce una vita solitaria in un mondo dove la magia è all’ordine del giorno. È un gigante di due metri e trenta di bruttezza e dai natali ignobili. Nessuno, incluso Bruto, si aspetta che lui sia più di un operaio. Ma gli eroi si presentano in tutte le forme e dimensioni e, dopo aver subito una mutilazione per salvare il principe, la vita di Bruto cambia bruscamente: è chiamato a servire al palazzo di Tellomer come guardia per un singolo detenuto. Sembra facile, ma si rivela essere la sfida della sua vita.
Le voci di palazzo dicono che il prigioniero, Gray Leynham, sia uno stregone e un traditore. Quel che è certo è che ha trascorso anni nello squallore: cieco, incatenato, reso quasi muto da una balbuzie estrema. Sogna la morte della gente, e quei sogni si avverano.
Mentre Bruto si abitua alla vita di palazzo e comincia a conoscere Gray, scopre anche il proprio valore, in primo luogo come amico e uomo, poi come amante. Ma Bruto impara anche che gli eroi, a volte, devono affrontare scelte difficili e che fare ciò che è giusto può portare nuovi pericoli.


Come ho già scritto sopra, mi è piaciuto veramente tanto.
Scritto bene e tradotto quasi bene, ho trovato qualche errore, ma non ha influito molto.
La storia è ben strutturata e quello che mi ha sorpreso, diversa dal solito!
La storia d'amore è lenta e ben approfondita ma circondata da tutto un background che si trova difficilmente in altri libri del genere m/m.
Ho apprezzato molto l'espediente di cambiare l'appellativo al protagonista a seconda di quanto si sentisse amato e apprezzato dagli altri; Bruto infatti non è il suo vero nome, ma una specie di nomignolo che gli è stato dato dagli abitanti del suo villaggio.
La storia con Gray mi ha commossa, quei 10 anni in "cattività" sicuramente hanno reso anche il mago una persona diversa, gli hanno fatto capire cos'è fondamentale nella vita.
Bellissimo quando scappano e la paura di Gray di mettere il suo amore nei guai, lo spirito di sacrifico di entrambi *^*
Il senso di possessività che sviluppa Gray è qualcosa di veramente dolce, il fatto che voglia toccare così tanto spesso il suo Aric (vero nome di Bruto) per marcare il territorio me l'ha reso super simpatico, non è solo qualcuno indifeso chiuso in cella e incatenato, l'amore per il suo gigante l'ha fatto rifiorire e tornare un essere umano e un uomo in tutto e per tutto.
Sarei stata curiosa di leggere un po' la storia di Maud e Friddy, magari un sequel, chissà xD


Un post breve ma intenso, spero xD
Se ne avete l'occasione leggete questo bel libro e spero di averlo presto in cartaceo nella mia collezione *^*


Black.

mercoledì 28 settembre 2016

Recensione: Storia segreta di un gay a pagamento - T. Baggins

Era da tanto che non aggiornavo e ancora quella famosa recensione pessima non ho voglia di farla, o meglio, non ho voglia di pubblicarla qua, l'ho ormai pubblicata anche su amazon e per ora nessuno è venuto a linciarmi xD
Ma mi andava di scrivere qualcosa, quindi ho scorso fra le mie ultime letture e mi è apparso questo romance molto carino edito dalla Triskell: Storia segreta di un gay a pagamento di T. Baggins.


 La storia non è proprio convenzionale, diciamo così, parla infatti di un ragazzo che per soldi si "prostituisce", o meglio, si mostra a uomini gay, anche se di fatto parrebbe etero *ceeeeerto*

DENARO…
Andrew Reynolds è deciso a restare a New York City sino a quando sua sorella Marie, malata di cancro, avrà bisogno di lui. Ma nonostante il talento e il bell’aspetto, non è riuscito a trovare un lavoro come attore. Con il conto al verde e un mucchio di debiti da pagare, Andrew ha bisogno di fare soldi in fretta. Gli accompagnatori gay guadagnano bene, ma c’è un piccolo problema: Andrew non è gay. 
SESSO…
Quando Andrew era ancora adolescente, suo padre ha sconvolto tutti rivelando di essere gay, da allora il suo rapporto con l’omosessualità è sempre stato complicato. Fingere di essere gay potrebbe rivelarsi il ruolo di una vita. Da semplici appuntamenti a giocattoli erotici, passando per sculacciate ed esperienze ancora più estreme, Andrew si trova costretto a soddisfare i suoi clienti senza rivelare le sue reali preferenze.
… E AMORE
Il primo appuntamento di Andrew con Cormac Donovan, un politico che nasconde accuratamente la propria omosessualità, si rivela un totale disastro. Eppure, incontro dopo incontro, l’attrazione tra i due cresce e, mentre Andrew fa i conti con i suoi nuovi e inaspettati sentimenti, Cormac mette a repentaglio la sua carriera di senatore. E quello che era nato come un modo veloce per fare denaro rischia di trasformarsi in una colossale delusione d’amore… o in una storia duratura.

All'inizio non è molto convincente, Andrew ha represso la propria bisessualità quando il padre gli ha rubato l'amore della sua infanzia, il professore di inglese, e da allora ha problemi a rapportarsi con i gay, e ci sta eh, i traumi sono diversi per tutti...
(Anche se sta cosa del: padre gay, figlio gay, tutti gay in 'sti romance, mi sembra esagerata.)
Improvvisamente questa fobia, cosa che gli fa venire da vomitare al solo ballare con un altro uomo, cosa che sta quasi per succedere al suo primo "appuntamento" col fascinoso Cormac, scompare improvvisamente dopo essersi fatto fare un pompino da un cliente? Ma scherziamo? Poco credibile, assolutamente poco credibile... Io capisco il discorso del "chiudi gli occhi e pensa che sia una donna", ma boh, non sono mica convinta che sia una cosa fattibile... ci sono gli etero curiosi, ma di solito non hanno il ribrezzo che ha Andrew per i gay.
La seconda parte, diciamo tutta la parte dell'innamoramento fra lui e Cormac, invece mi è veramente piaciuta. Andrew è molto più libero (cosa che non ci si aspetterebbe da uno che ha fatto da poco la scoperta di essere bisessuale, ma sorvoliamo -.-), Cormac è schiacciato dal ricordo di una madre pressante e consevatrice e le difficoltà ci sono, ma l'amore vince su tutto no?
L'intervista in cui Cormac fa coming out è stupenda, quasi piangevo *^*
Ho amato tantissimo il rapporto fra Andrew e Marie, la sorella, e la morte di quest'ultima mi ha decisamente scossa e ho anche un po' pianto; è sempre brutto quando in romance del genere, dove tutto va liscio ed è pieno di rose e fiori, l'autore per dare un pizzico in più di realismo decide di uccidere un personaggio. Non so se riesco a spiegarlo bene, ma credo che un romance del genere, che non vuole essere un libro impegnato, anche perché altrimenti sarebbe dovuto partire da altre premesse, non dovrebbe mai contenere eventi traumatici del genere.
Il finale è adorabile, ma l'epilogo è veramente troppo corto, volevo un bel capitolo sul matrimonio e invece niente ç_ç

Direi che ho scritto quello che volevo scrivere, spero di avervi un minimo invogliati nella lettura.
(Non dovete fare caso al fatto che io sono una vera criticona, sono estremamente pignola ed è difficilissimo che un libro mi piaccia nella suai nterezza.)
Potete acquistarlo su amazon o direttamente sul sito Triskell, che ho linkato sopra l'immagine.
Magari il prossimo post lo farò su altro, ultimamente scrivo solo di libri xD

Black~

giovedì 15 ottobre 2015

.Sopravvissuto - The martian.

Un paio di giorni fa, complice anche la promozione del cinema a 3 euro, sono andata a vedere il nuovo film di Ridley Scott, un regista che apprezzo molto, con Matt Damon, attore a dir poco notevole.


TRAMA: Durante una missione su Marte, l'astronauta Mark Watney viene considerato morto dopo una forte tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e ora si ritrova solo sul pianeta ostile. Con scarse provviste, Watney deve attingere al suo ingegno, alla sua arguzia e al suo spirito di sopravvivenza per trovare un modo per segnalare alla Terra che è vivo. A milioni di chilometri di distanza, la NASA e un team di scienziati internazionali lavorano instancabilmente per cercare di portare "il marziano" a casa, mentre i suoi compagni cercano di tracciare un'audace, se non impossibile, missione di salvataggio.


 Il film è tratto dal romanzo L'uomo di Marte di Andy Weir, titolo che dovrò recuperare al più presto, non appena avrò finito i libri di Douglas Adams (sono in piena fase fantascienza al momento), perché il film mi ha entusiasmata e non poco.
Voi non lo sapete, ma io sono una pignola che non si fa mai piacere niente in ambito cinematografico, quindi che un film mi entusiasmi è a dir poco stupefacente xD
Il film, nonostante sia classificabile nel filone della fantascienza, è stato elogiato per la sua quasi del tutto accuratezza scientifica; vi riporto qui il passo di Wiki:


Lames L. Green, direttore della Planetary Science Division della NASA, ha lavorato come consulente scientifico per il film, e ha elogiato la dedizione della produzione nell'accuratezza del film. Andy Weir, autore del libro, ha fatto numerose ricerche durante il processo di scrittura. Il processo di combustione usato da Watney per produrre acqua è accurato ed è usato dalla NASA nei suoi test per un viaggio su Marte. Anche il generatore termoelettrico a radioisotopi è stato usato accuratamente.Alcune scoperte successive alla pubblicazione del libro hanno rivelato un'inesattezza: su Marte le tempeste di sabbia possono raggiungere i 190 chilometri orari, ma è stato determinato che la pressione atmosferica è troppo bassa per far sì che il vento possa causare danni significativi. Nonostante la gravità marziana sia il 40% di quella terrestre, il regista Ridley Scott ha deciso di non mostrare tale differenza, affermando che le tute spaziali avrebbero appesantito i personaggi abbastanza da non evidenziare la minore gravità.

Quindi le premesse erano ottime e infatti il film non mi ha delusa!
Non vedevo un film di fantascienza così ben fatto da tempo, prima di questo solo Gravity aveva attirato la mia attenzione (Sandra Bullock poi mi piace tantissimo come attrice).
Matt Damon, attore magistrale, ha reso al meglio la disperazione del suo personaggio costretto a rimanere su Marte per quasi due anni, si è arrabattato e grazie sia alla sua mente geniale (botanico coi controcazzi), ma anche ad una discreta dose di palle, è riuscito a cavarsi dai guai.
Ci sono stati dei momenti da panico, momenti in cui pensavo che succedesse il peggio, ed effettivamente alcune volte ho temuto che il povero Matt ci avrebbe lasciato la vita, ma un anno e mezzo di solitudine gli ha fatto tirare fuori delle "palle" che un uomo normale, non avrebbe mai avuto; l'uso della disperazione come carburante per andare avanti e non arrendersi nonostante le scarse possibilità e un corpo sempre più esile e malandato dovuto alla scarsa alimentazione, ha conferito al film una veridicità spettacolare.
Come dice lo stesso Mark Watney alla fine del film, quando si intraprende una carriera rischiosa come quella dell'astronauta bisogna sempre pensare al peggio, pensare che potrebbe arrivare la fine in qualunque momento.

Ambientazioni a dir poco spettacolari, vedere quel bellissimo pianeta rosso sullo schermo gigante del cinema mi ha emozionata; l'attenzione per ogni minimo particolare ha entusiasmato sia me come penso qualunque appassionato di Marte.


Bravissimo Matt Damon, che non si smentisce mai, ma anche il resto del cast non se l'è cavata male, ritroviamo infatti il bravissimo Chiwetel Ejiofor, ricordato ai più per la sua interpretazione in 12 Anni Schiavo, e la bella Jessica Chastain,  co-protagonista con Tom "Loki" Hiddleston e Mia Wasikowska in Crimson Peak diretto da Guillermo Del Toro (spero di non farmela troppo sotto quando sarà il momento di vederlo al cinema).

Concludo la mia piccola recensione consigliando la visione di questo bel film sia agli amanti della fantascienza, ma anche a coloro che vogliono vedere un bel film dalle tinte drammatiche.

Black~



sabato 12 settembre 2015

Al Sicuro, Cat Grant & L.A. Witt

Pare proprio che io non riesca ad essere costante con le uscite sul blog... e pare proprio che legga solo M/M, in realtà non è vero, ho terminato ora un libro della Ward, ma non mi andava di recensirlo xD
Quindi ecomi qua con un nuovo titolo della Triskell, un titolo che ho amato veramente molto e che mi ha emozionato fino a farmi piangere!


Trama: A prima vista, la rock star Jordan Kane ha tutto. La sua band, No Rules, sta scalando le classifiche ed è impegnata in un tour mondiale. La sua guardia del corpo funge anche da compagno un po’ perverso che sa esattamente cosa vuole Jordan e cosa dargli. Ma, dietro le quinte, Jordan si sente soffocare.
Jase Hewitt mai avrebbe immaginato di avere la possibilità di portarsi a letto la rock star – men che meno di dominarla - ma adesso è preoccupato che ciò possa comportare più di quanto non riesca a gestire. Le perversioni di Jordan sono profonde, oscure, a volte pericolose, e il desiderio di Jase di compiacerlo è in conflitto con quello di proteggerlo.
Potrebbero trovare una sorta di equilibrio tra ciò che Jordan vuole e ciò che Jase è disposto a dare, ma c'è un problema: Daniel. Migliore amico d'infanzia di Jordan, talentuoso chitarrista della band, instabile, tossicodipendente. Jordan è determinato a salvare Daniel da se stesso, ma Jase ha già avuto un’esperienza simile e vuole disperatamente proteggere Jordan dal dolore inevitabile di guardare un tossico autodistruggersi.
Quando Daniel prende di nuovo una brutta strada, Jordan interrompe il tour per aiutarlo. La tensione sale alle stelle all'interno della band e la pressione della casa discografica spedisce Jordan in una spirale oscura. Ora la sua band e la sua vita sono in equilibrio sul filo del rasoio, e Jase è l'unico che può aiutarlo... ma solo se gli echi del suo passato tragico non lo faranno crollare prima.


Già dalla trama si capisce che il libro non tratta di tematiche usuali, viene trattata a fondo e in maniera assai realistica la dipendenza dalle droghe, ma non solo, parla anche di BDSM, un genere che pare andare per la maggiore ultimamente, sia fra i romance, permettetemi il termine, che negli M/M.
Ho letto qualcosa sull'argomento, non mi disturba molto la cosa e devo dire che grazie a questo libro l'ho affrontato ancora in un'ottica diversa.
Ognuno ha particolari feticismi, chi più estremi di altri, il fatto che Jordan ami sentirsi soffocare secondo me è perché è l'unico modo che ha trovato per far calare la tensione. È un po' contorto, ma con la sua vita frenetica può starci, almeno secondo me. Il fatto che Jace lo accetti e nonostante tutto cerchi sempre un modo per farlo stare bene anche senza fargli quel male che non può sopportare di dargli, mi ha commosso tantissimo.
Si crea fra i due un rapporto quasi morboso, almeno da parte di Jace, che cerca in ogni modo di fare sempre la cosa giusta, anche quando alla fine il risultato è ferire Jordan; l'amore fra i due è forte anche se la presenza di Daniel, o meglio del Daniel drogato, rischia sempre di destabilizzare il tutto.
Il problema del cantante è l'assurda convinzione che l'amico d'infanzia si sia ridotto a quel modo per colpa sua, per una richiesta troppo estrema, ma sinceramente penso che Daniel sia un personaggio volutamente caratterizzato come debole, un po' per il proprio carattere, un po' perché plasmato da anni di abuso di sostanze.
Tutto il libro è analizzato dal punto di vista dei due protagonisti e, se normalmente non apprezzo molto i pov (point of view), questa volta devo dire che sono serviti allo scopo, ti fanno proprio entrare nel libro e nel centro della scena.
Insomma... credo di aver fatto qualche spoiler, scusate xD
Comuqnue è un titolo che consiglio vivamente a tutti, anche a coloro che magari non apprezzano il genere BDSM, dategli una possibilità, sono crta che non ve ne pentirete!

Black~

giovedì 26 febbraio 2015

.Amy Lane. Non è Shakespeare/Promesse Mantenute

Per la serie: un post al mese posso farcela a farlo! Eccomi qua con altre nuove recensioni.
Questa volta voglio parlare di Amy Lane, un'altra autrice della scuderia Dreamspinner, per ora ho letto poco, solo due libri, uno dei quali mi ha letteralmente fatta innamorare.
Partiamo con quello semplice, una lettura da fare in neanche mezza giornata: Non è Shakespeare.


Il professore universitario James Richards è prigioniero della routine e sente il peso dei suoi anni. Si è trasferito nella California del Nord per sfuggire al dolore e all’umiliazione, ma finora l’unica cosa buona che gli è capitata è stato il suo Boston Terrier, Marlowe. Poi, la sua studentessa più tosta gli combina un appuntamento con il suo migliore amico. Rafael Ochoa è a un mondo di distanza da James, cronologicamente, culturalmente e filosoficamente, ma è anche bellissimo e gentile: un’ondata di adrenalina per il cuore non ancora di mezza età di James. Assieme forgiano un ponte tra la sensibilità East Coast di James e la semplicità West Coast di Rafael, ma il loro venirsi incontro potrà superare la mancanza di fede di James nel lieto fine?

Senza dubbio è un libro carino, una lettura veloce ma coinvolgente, quello che mi pare di capire della Lane è che ama essenzialmente esporre i caratteri dei suoi protagonisti, non senza un tocco di "gran problemi personali", ho letto alcune recensioni su questo libro e sinceramente la cosa che mi ha infastidito di più è che "eh, ma Rafi è troppo stereotipato."
Ora, Rafi, il passivo della faccenda, è un messicano, con una famiglia molto religiosa, che non riesce ad accettare completamente la sua omosessualità; la gente bigotta è sempre esistita, purtroppo, e credo che comunque non conoscendo il mondo che l'autrice vuole presentarci dire che un tal personaggio è stereotipato non mi pare giusto, alcuni tratti del suo carattere, magari il modo di esprimersi ci può apparire estraneo o anche forzato, ma da qui a dire che il personaggio è stereotipato perché il mondo in cui vive ci è del tutto sconosciuto mi pare un'esagerazione.
Tornando all'argomento principale xD Mi è piaciuto molto il modo in cui i due si sono conosciuti, nessuna romanticheria, niente colpo di fulmine, semplicemente si sono ritrovati incastrati insieme e si sono piaciuti, la parte fisica ha giocato la sua e certamente si notano nel corso del libro i loro caratteri diversi e le piccole incomprensioni, i problemi che sicuramente affronteranno anche se l'autrice non le descrive.
Rafi è insicuro, ha sempre paura di essere sbattuto fuori a causa della brutta reazione della sua famiglia ad un compagno stabile, dall'altro lato James, "Jimmy", è stato ferito nell'orgoglio da una precedente relazione e ricominciare a fidarsi di qualcuno, specialmente qualcuno di quasi 10 anni pù giovane non è facile, ma beh, è il bello dei libri xD
Elemento di attrattiva del libro poi è sicuramente Marlowe, io adoro i cagnetti e questo è veramente tenero e molti dialoghi sono ancora più romantici proprio per la presenza del Boston terrier, come il fatto di essere il "co-papà" una delle mie nuove parole preferite *^*
Non dico altro, dico solo di leggervelo, perché secondo me ne vale la pena.

Passiamo ora all'altro libro della Lane che ho letto, il mio nuovo amore, uno dei pochi libri che si è meritato un 4/5 stelle negli ultimi anni, parlo di Promesse Mantenute, primo libro della serie Promesse.


Carrick Francis ha passato la maggior parte della sua vita a cacciarsi in un guaio dopo l’altro. L’unica cosa che l’ha salvato dal finire in prigione, o peggio, è stata la sua devozione assoluta a Deacon Winters. Deacon è stata l’ancora di salvezza di Crick durante la sua infanzia triste e fatta di abusi, e Crick vorrebbe stare con lui per sempre. Così, alla morte del padre di Deacon, Crick mette da parte i suoi piani per il college per aiutare Deacon, come Deacon ha fatto per lui.
Il più grande desiderio di Deacon è vedere Crick liberarsi dai suoi brutti ricordi e andarsene dalla città in cui sono cresciuti per godersi un futuro scintillante. Ma dopo due anni di tentazioni e di sentimenti sempre più forti, alla fine il timido Deacon soccombe alle avances determinate di Crick e ammette di voler far parte della sua vita.
Deacon è quasi distrutto dal dolore quando scopre che Crick si era sempre aspettato che lui lo cacciasse via, proprio come già aveva fatto la sua famiglia. Quando la capacità di Crick di prendere decisioni avventate lo fa finire molto lontano da casa, Deacon rimane solo, sotto shock, lottando per rimettere insieme il suo cuore in un mondo dove l’amore di Crick è una promessa, ma di certo non una certezza. 

Perché amare questo libro? Essenzialmente perché è un libro "vero", i protagonisti sono giovani, non hanno neanche treant'anni e quindi, nonostante i vari pesi sulle spalle, il dover far finta di essere almeno 20 anni più grandi per accudire la famiglia che malgrado si ritrovano, commettono degli errori, degli errori stupidi, a volte errori che potrebbero essere fatali.
Prendono la vita come solo un ragazzo potrebbe fare, hanno le loro paure, si rifugiano in tentazioni che certmente non li faranno stare meglio ma che per quelle poche ore li faranno evadere.
Crick e Deacon sono due dei protagonisti più belli di cui io abbia mai letto, tante volte gli autori preferiscono usare protagonisti giovani dandogli però caratteri troppo adulti, e sinceramente poco credibili.
Crick è un ragazzino, un ingenuo, che commette tanti di quegli errori, dallo scrivere cavalate sulla cisterna dell'acqua della città ad arruolarsi per l'Iraq in un impeto di follia, ed è proprio questo che fanno i rgazzi a vent'anni, sono scapestrati, si innamorano ma non hanno il tempo di riflettere a fondo sulle loro decisoni. Se a volte Crick è anche troppo adulto per la sua età, nell'aiutare a crescere le sorellastre, nel sopportare gli abusi del patrigno e l'assenteismo della madre, dall'altra è semplicemente un ragazzino che si fa confortare da Deacon, l'amore della sua vita, il fratello, l'amante, il tutto del suo mondo, il suo dio.
Poi c'è Deacon, il ragazzo coi veri problemi, problemi che non vengono fuori all'inizio, è introverso, sembra uno di quelli spavaldi, invece racchiude in sé una fragilità che mi ha letteralmente fatto commuovere, fino al pianto.
Deacon ha perso la madre ed ha continuato ad andare avanti, ha perso il padre e qualcosa ha iniziato a rompersi dentro di lui, la corazza che si era costruito va letteralmente in frantumi quando perde Crick, l'unico che abbia amato più della sua stessa vita, ed allora inizia il disastro, la sua vita si sgretola per un attimo, affoga i suoi dispiaceri nell'alcool, causa della morte della madre anni prima.
Non sarà più lo stesso, la sua ostinazione a non voler chiedere aiuto al volersi incolpare di tutto e a non far pesare niente su coloro che lo circondano, il fatto di ritrovarsi incastrato con una ragazzina di 14 anni incinta (la sorella di Crick), il fatto che nelle lettere al suo amato in Iraq non può dire che va tutto a rotoli lo fanno rialzare, ma ci vorrà tempo, molto tempo perché la situaizone migliori, perché possa ritrovare una stabilità più emotiva che fisica.
Non sto a raccontarvi la storia nei dettagli, anche perché perdereste molto di questo libro, vorrei solo farvi notare che nonostante sia un m/m è bellissimo sia per i sentimenti, analizzati a fondo, alcune volte quasi visceralmente e per la lunghezza del libro, non uno di quelli che in 200 pagine risolve tutto, per intenderci.
Alcune volte i protagonisti sono così veri, che mi sembrava di poter uscire di casa e incontrarli.

Link per l'acquisto:
- Non è Shakespeare
- Promesse Mantenute

Bene, e con questo il mio post per Febbraio si conclude, ci sentiamo a Marzo, e magari cambio argomento, che ultimamente non faccio altro che parlare di libri xD

Black.

lunedì 29 settembre 2014

.Il Legame del Drago. *piccola recensione*

Sono riapparsa più velocemente del previsto xD Starò sognando? xD
Comunque, sono qui per parlare ancora di libri, questa volta di un paranormal romance: Il Legame del Drago di Thea Harrison.

In gita di piacere al centro commerciale, questo vuol dire "stare ore alla Mondadori" mi sono convinta a prendere questo libro, anche dopo consiglio di una fidata amica, accanita lettrice del leggibile xD
Premetto che a me il genere piace molto, sono una fan della saga degli immortali della Cole, quindi spinta anche da questo e dal prezzo invidiabile (xD) mi sono decisa a prenderlo.

Trama: Mezza umana e mezza wyr, l’antica e potentissima razza dei draghi, Pia ha sempre cercato di nascondere a tutti le sue origini. Ma un giorno il suo ex fidanzato scopre la sua capacità innata di aprire qualsiasi serratura e la costringe a commettere un furto. Non si tratta di un furto qualsiasi: le chiede di derubare un drago multimiliardario. Pia riesce nella sua missione e ruba un penny dai suoi tesori, senza sapere che da quel momento in poi il suo sangue wyr tornerà a reclamare la sua parte. Prima ancora però, sarà il derubato a reclamare indietro la sua moneta, insieme alla ladra che ha osato sottrargliela. Lui è Dragos Cuelebre, nato insieme al sistema solare, predatore tra i predatori, il più temuto dei wyr. Ma quando riuscirà a catturare Pia, scoprirà segreti ed emozioni nuove, che lo uniranno a lei irreparabilmente, come una forza ancestrale. Insieme affronteranno la minaccia dei fae oscuri e le difficoltà della trasformazione che sta avvenendo in Pia, che ora è pronta ad accettare la sua natura wyr. 


A differenza della Cole, che parla di una società sovrannaturale nascosta a quella umana, qui l'elemento magico è inserito nella nostra società, e sapere che questa o quella persona è un elfo o un cane wyr, beh, diciamo che è all'ordine del giorno. Una cosa carina in sè per sè e che ha aiutato anche l'autrice che senza questo espediente sarebbe andata ad infilarsi in chissà cosa.
Ammettiamo poi tutti che la copertina è abbastanza discutibile, anche un po' bruttina sinceramente, ma non è certo quella che deve colpire, la trama non è delle più originali, anche questo è da ammettere, ma non cercavo esattamente un libro che mi facesse venire un'epifania, quindi direi che va benissimo.
La scrittura della Harrison è scorrevole, in alcuni punti si è un po' persa, ma devo ammettere che il libro è volato, 400 pagine finite in un soffio.
Sarà anche merito del protagonista maschile, Dragos, un bel maschione di quasi due metri pieno di muscoli e voglia di fare il cavernicolo, come in quasi tutti i romanzi romance o paranormal romance... ma ammettiamolo, a noi ragazze circondate da belloni truccati e che impiegano più ore di noi per prepararsi ad uscire, questi uomini rudi ogni tanto fanno piacere, purché siano pieni di nobili propositi e pronti a lottare per la loro damigella in pericolo.
Pia, la protagonista femminile non è niete di speciale, la solita protagonista con problemi familiari alle spalle, che si sente sminuita dal ricordo di una madre magnifica e che sa aprire misteriosamente le serrature, però almeno è simpatica e non la solita sciaquetta di turno, punto per lei direi xD
Unica grande pecca del libro sono i nomi, questi improbabili nomi, cioè, va bene che lei deve avere un nome italiano perché la madre è stata sentimentalmente legata dal Rinascimento fiorentino, ma che razza di nome è: Pia Alessandra Giovanni?!
Ma stiamo seriamente scherzando? xD Ho dovuto rileggere due volte per assicurarmi che non fosse una mia svista, e invece no, il nome brutto ci tocca per tutto il libro -.- e in più il vero nome della tipa (tutta una questione relativa alla vera natura wyr eccetera eccetera) non viene mai neanche nominato, le cose sono due, o la scrittrice non aveva più fantasia dopo essersi inventata questo bruttissimo nome italiano, o è proprio una gran stronzetta che vuole farci rimanere col dubbio senza poi mai scioglierlo, diciamo un po' tutte e due le cose e mettiamoci l'anima in pace.
Altro nome discutibile? Ma ovviamente quello del protagonista, Dragos, che indovinate un po', è proprio un drago; ragazzi la fantasia di questa donna mi stupisce sempre di più xD

Poi va beh, scopiazzamenti qui e lì, io non sono nessuno per dirle chi o cosa non copiare, meglio questi libri che roba idiota del tipo: lei vede lui in questa sfavillante città, lui è ricco ricco e si innamora subito. Almeno da questo punto di vista, contando che siamo in un ambiente magico, con regole sull'accoppiamento tutte loro, se uno di innamora dopo 5 secondi ci si può anche passare sopra, poi se lui è ricco ricco ed un drago è anche meglio no? xD
Tornando al libro in sè, un po' troppo sbrigativa la fine, il duello finale col cattivo di turno è iniziato e finito veramente in tipo 10 pagine a dire tanto, il che ha un po' stonato, visto che sono comunque 400 complessive...
Protagonisti del prossimo libro saranno una delle guardie del corpo di Dragos, Tiago, wyr uccello del tuono e Tricks, futura regina dei fae oscuri ed ex PR di Dragos (sì, perché Dragos ha un sacco di soldi e un sacco di società tutte sue XD), vedremo che ne salterà fuori, altri nomi molto brutti sicuramente xD

See ya~
Black.

domenica 30 giugno 2013

"Le Notti di Taranto" de Le Peruggine

Era da un po' che mi ero ripromessa di fare questo post, quindi scusatemi se ci ho messo così tanto a decidermi xD Ma io sono lenta come i bradipi, sapete, tipo slowpoke dei pokemon, si scrive così? boh, mi fa fatica cercarlo xD
Comunque, volevo parlare dell'ultima fatica di queste due bravissime autrici italiane, direi che sono senza ombra di dubbio le mie autrici italiane preferite per quanto riguarda i libri a tematica, nonché molto disponibili verso il loro seguito *^*

Trama: Antonio è giovane, bello e affascinante quanto basta per attirare le attenzioni di uomini e donne. Vive in un appartamento lussuoso ed ha un lavoro assai redditizio. La sua vita sembra destinata ad andare esattamente come lui desidera.
Patrizio fa la guardia giurata, è un uomo ordinario, taciturno, senza amici. Vive nella vecchia casa del padre e, dietro il suo sguardo vuoto, nasconde segreti che non può condividere con nessuno. Anche la sua vita sembra destinata ad andare avanti senza che lui possa cambiarla.
Durante una notte, pregna di luci danzanti sul mare, Patrizio e Antonio si incontrano sul Ponte girevole di Taranto e niente sarà più come prima.


Pagine: 196 (Sono presenti all'interno illustrazioni in bianco e nero disegnate dalle stesse Peru <-- attente alla bava xD )
 Copertina: Morbida.
 Costo: 15 euro.

Nota: Il libro è acquistabile solo online, se siete interessati all'acquisto scrivete alle Peruggine sul loro blog, su facebook o a questo indirizzo => le.peruggine[@libero.it
Se scorrete fra i banner dei miei amichetti, vedrete anche il banner per raggiungere velocemente il loro bellissimo blog *^*

Scusatemi già da ora se sarà cortina ma non sono una che sa far bene le recensioni xD
Allora, nonostante sia un libro di appena 200 pagine riesce a coinvolgerti in maniera unica, come ti immedesimi nei due diversi personaggi è strabiliante, cioè, di solito io mi immedesimo bene in uno dei due, ma qui riesci bene a comprendere le motivazioni e i comportamenti di entrambi i protagonisti *^*
Si vede come il passato segni le persone e li porti a compiere determinate azioni, da una parte Antonio, un libertino che non vuole relazioni durature, uno spirito libero, anche troppo libero, dall'altra Patrizio, segnato da un'infanzia turbolenta e con la presenza del padre che aleggia su di lui come monito costante, un disturbo ossessivo e maniacale, insomma, uno con parecchi problemi. Come dice la trama qui sopra si incontrano, o meglio, si scontrano e allora niente sarà più come prima *^* è bello vedere come Antonio, il libertino, viene attirato dall'altro, come non riesca a capire i suoi sentimenti all'inizio, pensa che tutto sia un gioco, ma l'iniziale repulsione di Patrizio per il tipo di relazione che stanno iniziando gli fa capire che questa volta non è una botta è via, proprio per questo ho amato Antonio, un personaggio che matura profondamente dall'inizio alla fine, chiamiamolo "romanzo di formazione" per lui, riesce a capire le cose fondamentali della vita e così facendo aiuta Patrizio ad uscire dalla fossa che si è scavato da solo nella solitudine.
Quindi, dopo questo papirino xD ovviamente lo consiglio a tutti, come anche i precedenti libri di queste due bravissime autrici italiane!
Ragazzi svegliamoci, ce ne sono di libri a tematica, scritti anche da italiani che valgono, non fermiamoci solo a quello più famoso, ok? Sappiamo tutti a cosa mi sto riferendo.

Ok, vi ho detto che queste due belle ragazze sono molto spimatiche, le ho incontrate per la prima volta a Lucca Comics l'anno scorso, e anche se per poco tempo, sono state veramente gentilissime; beh, sappiate che con l'acquisto del loro libro magnifico *^* riceverete all'interno un disegno con dedica, ora vi faccio vedere il mio, con Antonio, e quello della mia tesoruccia Perv con Patrizio.



Questa in fondo sono io vittoriosa, sì lo so, la foto è rovesciata a specchio, mi faceva fatica modificarla, abbiate pietà di una povera universitaria stressata sotto esami, ok? xD
Spero che questo nuovo post vi sia piaciuto, beh, alla prossima.
Black.

martedì 31 gennaio 2012

Recensione: MPD Psycho (manga seinen)

MPD Psycho



Storia: Eiji Otsuka
Disegni: Sho-u Tajima
Volumetti: 16 (in corso)
Anno: 1997
Casa Editrice Giapponese: Kadokawa Shoten
Tipologia: Seinen, Pubblico Adulto
Genere: Mistero, Soprannaturale, Psicologico
Stato in Italia: 15 volumi,  in corso
Stato in Giappone: in corso
Disponibilità Italiana: Planet Manga

Trama:
Yosuke Kobayashi è un giovane e tranquillo investigatore giapponese alle prese con un efferato serial killer. Quando però l’assassino rapisce e sevizia orribilmente la sua fidanzata, qualcosa scatta in Yosuke, e in lui cominciano ad affiorare diverse personalità, addirittura in conflitto fra loro. Una delle sue personalità, Shinji Nishizono, uccide a sangue freddo il criminale, e per questo Yosuke viene condannato a diversi anni di detenzione. Dal momento dell’omicidio è però la personalità di Kazuhiko Amamiya a soppiantare quella di Yosuke. Kazuhiko continua comunque ad essere un valente investigatore specializzato in psicologia criminale, tanto che la polizia gli fa spesso visita in carcere per chiedere la sua collaborazione. Scontata la pena, Kazuhiko viene avvicinato da una sua ex collega che gli propone di lavorare in una nuova agenzia investigativa privata. Kazuhiko accetta e si ritroverà nuovamente invischiato in un terrificante puzzle di morte di cui lui stesso, o uno dei suoi alter ego, è forse inconsapevole parte. (trama tratta dal sito dell'editore italiano Panini Comics)

BlackSoil commenta:  
cosa c'è da dire riguardo questo bellissimo manga? bhà, cominciamo con le cose più banali, adoro il disegnatore (in Italia suo è stata pubblicata una miniserie di tre volumi, Brothers), ma passiamo a cose più serie, non mi dilungo oltre sulla trama, ma da lettrice posso solo dirvi che è ben strutturata e con i giusti colpi si scena, il dato horror non manca mai e alcune volte finisce anche nello splatter, quidi se siete un po' sensibili di stomaco non è certo il manga adatto a voi ... oltre al manga c'è anche una miniserie televisiva, di cui per ora non ho ancora visto niente ma spero di rimediare velocemente, quindi a voi la lettura

mercoledì 18 gennaio 2012

Recensione: Necrateholic (manga yaoi)


Autore: Maguro Wasabi
Tipologia: Yaoi
Genere: Commedia, Soprannaturale, Erotico
Disponibilità Italiana: Ronin Manga, € 6,90
Editore originale: Libre Shuppan

Trama: Sakuya è un vampiro piuttosto atipico. Sarebbe ancora uno dei più forti e crudeli se non si fosse innamorato di un dhampir di nome Atsumi: da quando ha bevuto il suo sangue non riesce più a cibarsi di altre vittime, e il sangue addirittura lo ripugna! Sakuya è il proprietario di un popolare love hotel dall’architettura simile a quella di un vecchio castello europeo, con tanto di piccolo cimitero annesso. Gli affari vanno a gonfie e vele, e sempre più clienti vogliono intrattenersi con Sakuya, che impartisce corsi di disciplina… Che sorpresa trovarsi di fronte proprio Atsumi, desideroso di essere sottomesso!
Abbandonati i panni del cacciatore, il ragazzo sembra oggi un normale essere umano in cerca di un po’ d’amore… Come potergli credere? Sakuya è già stato ingannato una volta, e la posta in gioco questa volta è addirittura la vita!
Qualunque colpo inferto da un dhampir contro un vampiro è mortale per quest’ultimo. Ma se tra i due nascesse l’amore...



Commento personale: ho comprato il volumetto spinta dal mio amore per i vampiri e di quello per lo yaoi e cosa di meglio se non un manga che contenga entrambe le cose? l'avessi mai fatto -.- mi aspettavo tutt'altro che quello che ho avuto fra le mani. La trama non è un granchè, assai troppo poco sviluppata, i personaggi, bhè Sakuya non è proprio quello che ci si aspetterebbe da un vampiro -.- mentre si salva un po' Atsumi, il Damphir ... a mio avviso la miglior coppia del manga è quella fra Balaur, il maggiordomo per così dire e il re dei pipistrelli, manco a farlo apposto non viene sviluppata se non un pochino alla fine, ma niente di che; il disegno è carino ma quello non basta a salvare il manga purtroppo -.-
Per quanto riguarda l'edizione, bhè, poteva essere 50 volte meglio, editing che lascia molto a desiderare.
Poi i gusti son gusti

martedì 10 gennaio 2012

Recensione: Seta di Alessandro Baricco

Pubblicato dalla casa editrice Rizzoli nel 1996, Seta è un romanzo o meglio una storia di Alessandro Baricco.

“Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervè Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
Per vivere, Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Sallambô, l’illuminazione elettrica era ancora un’ipotesi e Abramo Lincoln, dall’altra parte dell’oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.
Hervè Joncour aveva trentadue anni.
Comprava e vendeva.
Bachi da seta.”


Narra del giovane commerciante di bachi da seta Hervè Joncour che lascia il suo paese Lavilledieu, nel meridione della Francia e la moglie Helene, per recarsi ben quattro volte in Giappone. Siamo nella seconda metà dell’ottocento e all’epoca questo paese era davvero considerato la fine del mondo. Lo scopo quello di acquistare minuscole uova di bachi da seta in quanto gli allevamenti europei prima e quelli del vicino Oriente poi, sono stati attaccati dalle epidemie e le uova sono ormai diventate inutilizzabili. Nel remoto Giappone conosce il potente Hara Kei da cui acquista le uova. E’ l’uomo per cui tutti, in quel paese, esistevano ed Hervè rimane affascinato in maniera irresistibile dalla giovanissima donna sdraiata accanto a lui, immobile, la testa appoggiata sul suo grembo, gli occhi chiusi, le braccia nascoste sotto l’ampio vestito rosso che si allargava tutt’intorno, come una fiamma, sulla stuoia color cenere. Lui le passava lentamente una mano nei capelli: sembrava accarezzasse il manto di un animale prezioso, e addormentato. Lei non è orientale e sa parlare solo il giapponese, ma i due riescono a comunicare attraverso gli sguardi e il mistero che la avvolge in quel mondo lontano e a lui estraneo è magico e affascinante. La visione di quella donna diventa un sogno irrealizzabile; ogni viaggio lo lega sempre di più al paese del Sol Levante e ogni volta porta con sé piccoli particolari che come una calamita lo attraggono senza possibilità di sottrarsi. E’ la storia di un desiderio inappagato, di una illusione d’amore. Questa donna sconvolge la relazione coniugale di Hervè e il dolore lento della nostalgia per una vita che non potrà mai vivere trova ampio spazio nel suo cuore. Proprio questo sentimento porta un uomo come Hervè che ama assistere alla propria vita senza ambire a viverla davvero, ad affrontare situazioni pericolose, viaggi in luoghi improbabili e ancor più remoti.

Cinematograficamente Parlando:





Da Seta è stato tratto anche un film. Nel film, vi è la direzione di Francois Girard (“Il Violino Rosso”) e la partecipazione di molti interpreti di fama mondiale tra cui Michael Pitt (“The Dreamers”, “The Village”), Keira Knightley (“Pirati dei Caraibi”, “Orgoglio e Pregiudizio”) e Alfred Molina (“Chocolat”, “Il Codice Da Vinci”).“Con Baricco l’accordo era di scegliere qualcuno che convincesse entrambi, che avrebbe interpretato questa storia in senso non hollywoodiano. In questo caso, anche se il cast è internazionale, lo spirito è europeo“ ha spiegato a la Repubblica il produttore Domenico Procacci, grazie a cui il progetto è nato.
I volti dell’allevatore francese di bachi di seta Hervè Joncour e della moglie tradita saranno quelli di Michael Pitt e di Keira Knightley (scelta non troppo azzeccata a mio parere -.- n.d.B.), ma ci saranno anche diversi attori italiani, come Carlo Cecchi e Toni Bertorelli. Dopo le riprese in Giappone, si gira in questi giorni tra Roma e Latina.
L’autore del romanzo, che ha seguito passo passo il progetto del film con Procacci, si dichiara soddisfatto del lavoro fatto fin qui: “Dalle immagini che ho visto ho l’impressione che Girard abbia preso perfettamente l’andamento del romanzo, il suo respiro. Che è una delle cose più difficili nel passaggio da un libro a un film”.


.Commento personale.
Non è una storia amata da tutti e non potrebbe essere altrimenti. Qualcuno pensa che sia vuota e inutile, una storia che non trasmette o non dice nulla, ma io non sono d’accordo. Forse perchè è la prima storia che leggo di Baricco, veramente non saprei dirlo, ma le passioni forti che mi ha trasmesso, non le provo con molti libri; la voglia di continuare nella lettura per scoprire quello che viene dopo e dopo ancora. Finale commovente, e vi dico la verità mi sono commossa così tanto che ho pianto.



lunedì 9 gennaio 2012

Recensione: The Giver .Il Donatore. di Lois Lowry

Non sapevo che fare, dopotutto è un blog, quindi lo zeppo con quello che mi piace, farò qualche mini recensione dei libri che mi son piaciuti di più, ecco la prima ^-^ lo consiglio a tutti


Trama:
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte individuali. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio ed una femmina. Ogni membro della comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Comitato degli Anziani nella cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando.

Commento personale:
Bellissimo libro, una sorta di unione fra Il Grande Fratello di Orwell e The Village. L'atmosfera soffocante dell'ambiente in cui è costretto a vivere il giovane protagonista fa riflettere a fondo, almeno per me è stato così, sulle migliaia di opportunità che noi abbiamo e che lui non può neanche prendere in considerazione; caricano a soli 12 anni di una missione troppo pesante per le sue giovani spalle ma anche per spalle con più anni, decide di provare ad uscire dal mondo grigio in cui vive iniziando pian piano, con l'aiuto delle memorie che il Donatore gli trasmette, a vedere colori e a sentire cose nuove ... per arrivare ad un finale aperto in cui si intravede una possibilità di lieto fine.
Davvero bellissimo, primo capitolo di una trilogia (secondo numero Gathering Blu .La Rivincita. già uscito in italia)